LA NEGOZIAZIONE ASSISTITA NELLA SEPARAZIONE E NEL DIVORZIO.

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La negoziazione assistita è uno strumento per la risoluzione alternativa delle controversie introdotto dal D. l. 132/2014 poi convertito nella L. 162/2014 con l’obiettivo di dettare “misure urgenti di degiurisdizionalizzazione e altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile”.

Consiste in un accordo (o convenzione) con cui le parti tra cui è sorta una controversia si impegnano a risolverla bonariamente in via stragiudiziale con l’assistenza di avvocati senza andare davanti al Giudice.

L’art. 6 della citata legge consente di usare questo strumento di risoluzione alternativa delle controversie anche in materia di famiglia.

La coppia che consensualmente vuole separarsi o divorziare non dovrà piu necessariamente rivolgersi al giudice, ma avrà la possibilità di scegliere tra le seguenti strade:

  1. presentare un ricorso congiunto al Tribunale e ottenere l’omologa della separazione,
  2. presentare un ricorso congiunto ed ottenere la sentenza che pronuncia lo scioglimento del matrimonio o la cessazione dei suoi effetti civili,
  3. oppure scegliere la negoziazione assistita da avvocati (art. 6, D.L. 132/2014)
  4.  o la conclusione di un accordo presso l’ufficio dello Stato Civile, in presenza di determinate condizioni (art. 12). Ne abbiamo già parlato in altro articolo.

Lo strumento della negoziazione assistita prevista dall’art. 6 può essere quindi usato per concordare

  • una soluzione consensuale di separazione personale tra coniugi,

  • di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio (nei casi di cui all’art. 3, 1° comma, n. 2, lett. b) della l. n. 898/1970),

  • di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio precedentemente stabilite.

Tale strumento è utilizzabile sia in assenza che in presenza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti.

Nel primo caso l’accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita e’ trasmesso al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente il quale, quando non ravvisa irregolarita’, comunica il nullaosta agli avvocati, i quali dovranno trasmettere, entro il termine di dieci giorni, all’ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto, copia autenticata dell’accordo.

Nel secondo caso l’accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita deve essere trasmesso entro il termine di dieci giorni al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, il quale, quando ritiene che l’accordo risponde all’interesse dei figli, lo autorizza.

Quando ritiene che l’accordo non risponda all’interesse dei figli, il procuratore della Repubblica lo trasmette, entro cinque giorni, al presidente del tribunale, che fissa, entro i successivi trenta giorni, la comparizione delle parti.

Una volta autorizzato, l‘accordo è equiparato ai provvedimenti giudiziali di separazione, divorzio o modifica delle condizioni di separazione e divorzio.

Gli avvocati che assistono le parti (almeno uno per parte) hanno il potere di autentica e di certificazione delle sottoscrizioni autografe delle parti, della dichiarazione di mancato accordo, nonché della conformità della convenzione alle norme imperative e all’ordine pubblico.

 

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