Diritto di famiglia

Nel nostro ordinamento col termine famiglia si fa riferimento a due situazioni.

1. Nel senso stretto del termine si fa riferimento al cosiddetto nucleo familiare, formato dai coniugi ed i loro figli minori, tra loro conviventi. Tra i membri della famiglia intesa in questo senso intercorre una fitta rete di rapporti giuridici di cui il diritto di famiglia si occupa espressamente: il diritto e l’obbligo reciproci fra i coniugi alla coabitazione, alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia (art. 143 c.c.), l’obbligo dei coniugi di mantenere ed istruire ed educare i figli (art. 147 c.c.), la potestà dei genitori sui figli minori e via dicendo.

Quando, nell’ambito della famiglia in senso stretto sopraggiungono fatti tali da rendere la convivenza tra i coniugi intollerabile o dannosa per l’educazione dei figli, il Tribunale, su domanda di uno o entrambi i coniugi, pronuncia la separazione.

La separazione può essere giudiziale o consensuale. La prima ha natura contenziosa, svolgendosi tra parti contrapposte. La seconda ha natura non contenziosa e di sostanziale presa d’atto della situazione.

La separazione consensuale si caratterizza per la limitata durata del procedimento che, salvi inconvenienti, si conclude con un’unica udienza di comparizione davanti al Presidente del Tribunale.

La separazione consensuale si fonda infatti, per definizione, su un accordo tra i coniugi, il cui contenuto è esposto al giudice per ottenerne l’omologazione. E’ opportuno precisare che la separazione per il solo consenso dei coniugi (c.d. separazione di fatto) a norma dell’art. 158 c.c. non ha effetto senza l’omologazione del giudice.

La separazione giudiziale invece dà luogo ad un procedimento contenzioso che può durare a lungo, tanto più è elevata la conflittualità tra i coniugi, per i quali ovviamente comporta un maggior dispendio di risorse umane ed economiche e presenta un carattere di maggiore afflittività.

In entrambi i casi il giudice, pronunciando la separazione, adotta i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa. Valuta prioritariamente la possibilità che i minori restino affidati ad entrambi i genitori (affido condiviso) oppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati, determina i tempi ed i modi della loro presenza presso ciascun genitore, fissando altresì la misura ed il modo con cui ciascun genitore deve contribuire alla cura, all’istruzione ed all’educazione dei figli. Ove necessario, il Giudice stabilisce la corresponsione di un assegno periodico.

Lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio si ha solo col divorzio.

Per ottenere la pronuncia del divorzio è necessario che la separazione si sia protratta per almeno tre anni, che decorrono dalla comparizione personale dei coniugi davanti al presidente del Tribunale nei procedimenti per la separazione giudiziale o per l’omologazione della separazione consensuale.

E’ possibile anche in questo caso per i coniugi proporre domanda congiunta di divorzio.

Per domanda congiunta si intende un atto sottoscritto da entrambi i coniugi ed avente contenuto unitario per quanto riguarda le ragioni sulle quali è fondato e la soluzione reperita per quanto attiene al regime della prole ed ai rapporti economici familiari.

2. In senso lato, col termine famiglia si fa riferimento alle persone legate tra loro da rapporti di parentela (vincolo di sangue che unisce le persone discendenti l’una dall’altra o discendenti da uno stipite comune) e affinità (vincolo che intercorre tra una persona ed i parenti del suo coniuge, anche se morto). Il diritto di famiglia si occupa anche dei rapporti giuridici che nascono tra i componenti della famiglia in senso ampio. Ad esempio tra parenti ed affini esistono il diritto ed il dovere reciproco di prestare gli alimenti(art. 433 c.c.). I parenti hanno diritto di successione ereditariasecondo le regole della successione necessaria e legittima. E via dicendo.

A titolo esemplificativo, rientrano nell’ambito del diritto di famiglia, oltre alle fattispecie illustrate sopra, le seguenti:

azione di disconoscimento di paternità,

azione per la dichiarazione giudiziale della paternità e maternità naturale,

ricorso per l’istituzione dell’amministratore di sostegno,

ricorso per pronuncia di interdizione e inabilitazione.

I commenti sono stati chiusi.