Le principali novità del Decreto Green Pass bis in materia di diritto del lavoro privato

Il Decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127 (il Decreto Green Pass bis) è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 226 del 21 settembre 2021. Il Decreto Green Pass bis ha previsto l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 (c.d. “Green Pass”) al personale delle amministrazioni pubbliche e a quello del settore privato, ivi inclusi i lavoratori autonomi e i collaboratori familiari (badanti, colf e babysitter) e a tutti i soggetti che prestano, a qualsiasi titolo (anche in forza di contratti esterni), la propria attività lavorativa, formativa o di volontariato nei luoghi di lavoro.

di Francesco D’Avanzo – Associate, studio legale Gattai, Minoli, Partners

Il Decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127 (il Decreto Green Pass bis) è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 226 del 21 settembre 2021. Il Decreto Green Pass bis ha previsto l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 (c.d. “Green Pass”). Di seguito le principali novità in materia di lavoro privato e alcune riflessioni in materia di mensa aziendale, smart working e privacy.

Durata

Dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021 (termine di cessazione del periodo di emergenza).

Oggetto

A chiunque svolga un’attività lavorativa come da punto 3 che segue è fatto obbligo, ai fini dell’accesso nei luoghi in cui tale attività è svolta, di possedere ed esibire su richiesta la certificazione verde COVID-19 (“Green Pass”).

Ambito di applicazione

Personale delle amministrazioni pubbliche e degli uffici giudiziari.

Personale del settore privato, ivi inclusi i lavoratori autonomi e i collaboratori familiari (badanti, colf e babysitter). L’obbligo di Green Pass è esteso a tutti i soggetti che prestano, a qualsiasi titolo (anche in forza di contratti esterni), la propria attività lavorativa, formativa o di volontariato nei luoghi di lavoro. Dunque, l’obbligo è da considerarsi esteso a lavoratori di appaltatori, fornitori, lavoratori somministrati, lavoratori distaccati, tirocinanti e stagiaire, volontari, agenti e chiunque acceda ai locali aziendali a vario titolo per lo svolgimento della propria attività lavorativa, di formazione o di volontariato.

Esenzione

L’obbligo di possesso ed esibizione del Green Pass non si applica ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della Salute. In assenza di ulteriori specifiche, sino al 30 settembre 2021, il rilascio dei certificati di esenzione alla vaccinazione è demandato ai medici di medicina generale, ai pediatri e ai medici vaccinatori che operano presso le strutture di vaccinazione (Circolare n. 35309/2021 del Ministero della salute).

Il datore di lavoro non è autorizzato al trattamento diretto di questo dato sanitario. Il certificato di esenzione alla vaccinazione dovrà essere fornito dal lavoratore al medico competente, il quale si limiterà a informare il datore circa i lavoratori ai quali non deve essere svolto il controllo del Green Pass, senza ulteriori trattamenti di dati sanitari degli interessati.

Modalità operative di controllo

La verifica del Green Pass deve essere svolta con le modalità indicate dall’art. 13 DPCM 17 giugno 2021 adottato in attuazione dell’art. 9, comma 1, D.L. 22 aprile 2021, n. 52, come segue:

– la verifica del Green Pass è effettuata mediante scansione del QR code del Green Pass con l’app per cellulari “VerificaC19” (scaricabile gratuitamente sugli app stores), che consente unicamente di controllare l’autenticità, la validità e l’integrità della certificazione, e di conoscere le generalità dell’intestatario, senza rendere visibili le informazioni che ne hanno determinato l’emissione;

– i soggetti delegati al controllo devono essere incaricati con atto formale che contiene le istruzioni necessarie per la verifica. Questi soggetti possono essere dipendenti della società oppure soggetti esterni (a esempio, dipendenti delle società appaltatrici dei servizi di sicurezza, reception). Si suggerisce di inserire nell’atto formale anche una nomina dei soggetti delegati al controllo quali autorizzati al trattamento, ai sensi degli artt. 29 del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”) e 2-quaterdecies del D.Lgs. n. 196/2003 ss.mm.ii. (“Codice privacy”), con istruzioni anche in relazione al trattamento dei dati personali connessi al controllo del Green Pass e alla gestione dei soggetti che ne siano sprovvisti.

Le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche del possesso del Green Pass devono essere individuate dal datore di lavoro entro il 15 ottobre 2021, considerando che:

– i controlli devono avvenire prioritariamente al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro e solo ove questo sia possibile;

– il datore deve individuare con atto formale le persone incaricate del controllo. I controlli possono essere effettuati anche a campione.

Sanzioni per i lavoratori del settore privato

I lavoratori non in possesso del Green Pass (o con Green Pass scaduto), al momento dell’accesso ai locali aziendali, sono considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione del Green Pass e comunque non oltre il 31 dicembre 2021:

– senza conseguenze disciplinari;

– con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro;

– senza diritto alla retribuzione o altro compenso o emolumento per i giorni di assenza ingiustificata.

Imprese con meno di 15 dipendenti: dopo il quinto giorno di mancata presentazione del Green Pass, il datore di lavoro può sostituire, e dunque sospendere il lavoratore, un periodo non superiore a dieci giorni e rinnovabile per una sola volta. In ogni caso, il termine ultimo di tale sostituzione è il 31 dicembre 2021.

In caso di accesso ai luoghi di lavoro da parte di lavoratori privi di Green Pass:

– restano ferme le conseguenze disciplinari secondo i rispettivi ordinamenti di settore;

– trova applicazione una sanzione pecuniaria da Euro 600,00 a Euro 1.500,00.

Sanzioni per i datori di lavoro del settore privato

In caso di:

– omessa verifica del possesso dei lavoratori (come individuati ai punti 3 e 4 che precedono) del Green Pass;

– omessa definizione delle modalità operative per la verifica del possesso dei lavoratori del Green Pass entro il 15 ottobre 2021;

– accesso ai luoghi di lavoro da parte di lavoratori privi di Green Pass;

trova applicazione una sanzione pecuniaria da Euro 400,00 a Euro 1.000,00 (raddoppiata in caso di reiterata violazione).

Modalità di irrogazione delle sanzioni pecuniarie

Le sanzioni verranno irrogate dal Prefetto con l’ausilio delle Forze di polizia, del personale ispettivo dell’azienda sanitaria locale e dell’Ispettorato del lavoro.

Mensa aziendale

Con FAQ pubblicata il 15 agosto 2021, il Governo ha specificato che anche l’accesso alla mensa aziendale e ai locali adibiti alla somministrazione di servizi di ristorazione ai dipendenti, è consentito ai soli lavoratori in possesso di Green Pass.

Il controllo dovrà essere effettuato dalla società che eroga il servizio di ristorazione:

– il datore di lavoro (se eroga direttamente il servizio); oppure

– l’azienda appaltatrice del servizio.

Tale obbligo è attualmente già attivo.

Smart working

Il Decreto Green Pass bis non dà indicazioni in merito al lavoratore privo di Green Pass che chieda di poter lavorare in smart working. La gestione di questi casi è rimessa, quindi, al datore di lavoro che dovrà valutare caso per caso. Anzitutto, bisognerà verificare se le mansioni del lavoratore siano compatibili con la modalità agile di svolgimento della prestazione lavorativa. In questo caso, sulla base del principio di buona fede, il datore di lavoro potrebbe consentire il lavoro da remoto (a maggior ragione se il lavoratore abbia già svolto la prestazione in smart working durante il periodo emergenziale). Ciò detto, poiché la scelta sulle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa spetta al datore di lavoro, ove quest’ultimo chiedesse al lavoratore di essere presente in ufficio (ad esempio per una riunione con un cliente oppure nel rispetto delle regole di alternanza del lavoro in presenza e da remoto, adottate prima dell’entrata in vigore del Decreto Green Pass Bis), ci sarebbero buoni argomenti per difendere l’applicazione delle sanzioni di cui al punto 6, in mancanza di Green Pass.

Privacy

In mancanza di indicazioni sugli aspetti privacy nel Decreto Green Pass bis e, alla luce della normativa in materia di trattamento dei dati personali, di seguito alcune indicazioni operative:

Come anticipato al punto 5, si suggerisce di inserire nell’atto formale anche una nomina dei soggetti delegati al controllo quali autorizzati al trattamento, con istruzioni sul trattamento dei dati personali relativi al controllo del Green Pass e alla gestione dei soggetti che ne siano sprovvisti;

Si ritiene necessario predisporre un’informativa sul trattamento dei dati personali effettuato mediante la verifica del Green Pass (che potrà essere inviata ai dipendenti via email, affissa all’ingresso o consegnata in cartaceo a ogni singolo soggetto sottoposto a verifica – questo sistema può essere considerato per i lavoratori di terzi che accedono ai locali aziendali).

Da valutare anche l’opportunità di effettuare una DPIA (data protection impact assessment) ai sensi dell’art. 35 del GDPR. Al momento il Garante non ha chiarito se sia necessaria nel caso specifico. Secondo l’art. 35 del GDPR la DPIA è necessaria per i trattamenti di dati che “per natura, oggetto, contesto e finalità, possano presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche”. Anche se mediante semplice consultazione attraverso la lettura di QR code, in fase di verifica si effettua un trattamento di dati che può determinare il divieto di accesso ai locali aziendali e, in taluni casi, la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione. Sulla base di questi rilievi e in mancanza di specifiche indicazioni del Garante che espressamente escludano l’obbligo di DPIA, si ritiene consigliabile procedere con una valutazione d’impatto.

D.L. 21 settembre 2021, n. 127 – G.U. 21 settembre 2021, n. 226

Questa voce è stata pubblicata in novità normative e taggata come , , . Aggiungi ai segnalibri il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.